Daydream

Un mattino ti svegli e ti senti diverso, più deciso, sicuro. Hai la mente lucida e sai quello che vuoi, e sei pronto a lottare per ottenerlo. È un sogno che ti indica la strada, ti ha svegliato nel cuore della notte e non puoi dimenticarlo, così vivido e reale ancora adesso come in quel momento buio, quasi una premonizione. Non aspetti che si avveri.

Ma non si avvera. Eppure quelle mani ti restano in mente. Mani familiari ma così estranee. Lontane. Arriverà un altro sogno, come sempre. Rimarrà un’immagine sovraimpressa, le sensazioni si stratificheranno e una pila di fotogrammi ti seppellirà, ma non ti salverai dall’eterno ritorno. Cerchi la liberazione ma ti tocca la libertà, libertà di naufragare, di perderti ma non del tutto, libertà di fare la spola, libertà ristretta.

Aspetti allora un sogno liberatorio, incisivo, che ti porti alla libera consapevolezza che agogni ma non trovi. Ti rifugi nel futuro o cerchi un segno dal passato. Aspetti la verità, aspetti colei che possa salvarti. Aspetti.

Ma prima del sogno cosa c’era? Sì, ieri? Ci sarà ancora,no?

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