Archivi del mese: aprile 2009

Nuova veste

Work in progress…accomplished.

Per il momento va bene così, dopo svariati tentativi ecco la nuova veste grafica per il ritorno su WordPress. Se e quando imparerò a utilizzare l’HTML e il CSS allora proveròa sbizarrirmi per personalizzare ancor più questo spazio. Intanto potete gustarvi la nuova intestazione.

Sarebbe bello che chi visitasse il sito lasciasse un commento sul design che ho scelto, o su tutto quello che vuole, quando vuole.

Cin cin

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Quanto ci costi

Dati, semplici e snelli.

Debito pubblico record. Eh vabbè, c’è la crisi. Però 1700 mld di euro sono tanti. Una cifra esorbitante, cresciuta del 5% in un anno. Ma chi li pagherà? Forse gli evasori?¹

Secondo, il mancato accorpamento del referendum con le elezioni europee e amministrative costerà circa mezzo miliardo, rifiuto dovuto solo al ricatto della Lega che mira a evitare il quorum, minacciando addirittura la tenuta del governo.

L’ultima trovata del Presidentissimo è spostare il G8 (o per meglio dire G42) in Abruzzo per continuare la passerella, dopo che alla Maddalena, nella Silvia isola di Sardegna, si stava già organizzando e costruendo.²  Sono briciole rispetto al debito, ma sono sempre qualche centinaia di milioni di euro, e poi da qualche parte si dovrà cominciare.

La miopia di questa destra è agghiacciante, su molti fronti. Se le tasse sono un tabù, la lotta all’evasione un miraggio e il debito continua a salire (mentre il PIL scende), una pesante eredità si profila all’orizzonte delle nuove generazioni, che dovranno vedersela con il problema pensioni e il rischio default, che già aleggia come lo spettro del Natale futuro. L’altro argomento spinoso è quello dei cambiamenti climatici, dapprima ignorato e ora sbeffeggiato.³ Ma forse il problema sta nell’intera classe politica, o meglio, dirigente, che tanto quando l’Europa si desertificherà loro non ci saranno (noi nemmeno, spero, ma i nostri figli sì). Dico forse perchè con il governo Prodi almeno i conti erano tenuti a bada e il protocollo di Kyoto e affini erano rispettati (nel senso che erano visti con rispetto), come lo era l’immagine dell’Italia.

¹ Bankitalia: debito pubblico record mentre calano le entrate fiscali

² Il G8 a l’Aquila, quel che il premier non ha detto Già buttati 320 milioni. «La Sardegna è ferita»

³ Ma l’Italia non pensa al clima